KRESHMZA

Con il termine "Kreshmza"  si definisce un vero e proprio calendario quaresimale rappresentato da una bambolina di stoffa raffigurante una donna in costume arbëresh intenta a lavorare con il fuso e sulla quale vi è conficcata una patata con sopra sette penne di gallina, tante quante  le domeniche della Quaresima incluse la Domenica delle Palme e la Domenica di Pasqua.La "Kreshmza" veniva esposta la mattina del lunedì seguente alla Domenica di Carnevale munita delle sette penne di gallina e veniva rimossa il lunedì sera dopo Pasqua.Ogni Domenica mattina di Quaresima ne veniva estratta una eccetto l'ultima, ovvero quella della Domenica di Pasqua, poiché  veniva tolta il Sabato Santo dopo mezzogiorno, quando le campane cominciavano a suonare a festa; infatti secondo il Rito Bizantino era già da considerarsi il giorno della Resurrezione, dopo che il Pàpas aveva sparso le foglie d’alloro in Chiesa.

La "Kreshmza" non era solo da considerarsi un calendario quaresimale bensì un emblema del periodo di digiuno e penitenza, durante il quale bisognava in ogni modo lavorare. Aveva anche il ruolo di ricordare che il periodo del divertimento e quindi del Carnevale era terminato.

Dall'inizio della quaresima 2004 dopo l'assenza di oltre vent'anni della "Kreshmza" dallo scenario locale, si è deciso di riportare alla luce questa vecchia tradizione, come faceva la cara "Ce Maria Zotit" davanti alla sua abitazione, esponendo un esemplare avente forse più di tre secoli e che tutt'oggi è ben conservata ed  è, indubbiamente, testimonianza della nostra cultura arbëreshe. 

Con il ripristino di questa vecchia tradizione si è pensato di introdurre una nuova usanza, e cioè che ad ogni estrazione di una penna di gallina si andava ka katoqi  a bere un bicchiere di vino locale accompagnato da qualche tarallo e perché no da un po’ di soppressata.